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Dal
Rapporto ILO 1998, il nostro Paese sembra essere immune dal mobbing,
collocandosi agli ultimi posti della graduatoria con solo il 4,2%
dei casi. Ma il dato non rappresenta adeguatamente la realtà
in quanto spesso non vi è consapevolezza da parte delle vittime
e quindi non vengono denunciate le violenze subite.
Le ultime stime attendibili parlano di circa 1,5 milioni di lavoratori
mobbizzati cui sono da aggiungere le persone in ogni caso coinvolte
(familiari, ecc.) che portano la cifra a circa 5 milioni.
Solo negli ultimi anni sono state avviate serie ricerche per una
migliore conoscenza del fenomeno e tra queste si segnala una indagine
fra i lavoratori del settore creditizio e delle assicurazioni Piemonte
realizzata dalla UILCA Piemonte in collaborazione con l'istituto
di ricerca ARES attraverso la somministrazione di circa 1000 questionari.
Dall'analisi delle 426 risposte di dipendenti con età compresa
tra i 21 ed i 60 anni, emerge che il 62,7% del campione ha subito
azioni di mobbing. In particolare, circa il 40% dei soggetti ha
dichiarato di subire attacchi da almeno un anno e di questi il 18,5%
di subirli quotidianamente. Le persone più colpite dal fenomeno
hanno generalmente superato i 50 anni e svolgono "lavori semplici"
. Ad esercitare il mobbing sono, per il 57,3% dei casi , i superiori.
L'indagine ha anche rilevato che le azioni di mobbing vengono messe
in atto utilizzando cinque diverse strategie: negare alla vittima
la possibilità di esprimere il proprio punto di vista (21%
dei casi); isolarla (46%); calunniarla (46%); sminuirne la professionalità
con mansioni umilianti (38%); minarne la salute psico-fisica (7%).
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