da CORRIERE DELLO SPORT, 2 aprile 2002

Dellas malato di calcio "Carenza di pallone, stress, 40 giorni a casa".
IN LITE CON GUACCI HA OTTENUTO DA UN NEUROLOGO IL PERMESSO DI TORNARE A CASA
Perugia, con un certificato medico, Dellas, 40 giorni di riposo per stress da calcio… negato
di Clero Bertoldi

PERUGIA - Una malattia da calcio. Calcio negato. Alla fine ha somatizzato le sofferenze psichiche e morali. Non solo perché è costretto ad allenarsi da solo, ma addirittura perché doveva farlo anche la domenica, la mattina ed il pomeriggio, mentre i suoi compagni disputavano le partite di campionato al "renato Curi" e dallo stadio si levavano i cori e le grida dei tifosi. Lui protagonista delle domeniche, doveva sorbirsi l'umiliazione della panchina o della tribuna come tanti altri giocatori, ma addirittura una sorta di ostracismo dallo stadio. Questa situazione gli avrebbe procurato uno stress profondo, una depressione forte che è stata rilevata dal neurologo perugino, al quale il giocatore si è affidato per una visita specialistica. Ed ecco iprofilarsi il primo caso nel calcio italiano di stress da calcio… negato. Traianos Dellas, il calciatore ellenico che ha iniziato un lungo braccio di ferro con Luciano Guacci e con l'AC Perugia ha ottenuto un certificato medico con un lungo periodo di riposo (40 giorni) che gli ha consentito di tornare a casa sua, in Grecia, per riprendersi e per rimettersi in sesto in vista dell'inizio del prossimo campionato. Tra qualche giorno il collegio arbitrale delle Federazione Italiana Gioco Calcio deciderà in merito alla vertenza contrattuale dalla quale Dellas ha trascinato in giudizio Luciano Guacci, al quale chiede la rescissione del contratto ed il pagamento delle mensilità arretrate, oltre ad una penale. Ma intanto, in virtù della certificazione medica, Dellas si è, sia pure parzialmente, sganciato dall'AC Perugia: Quantomeno da quell'obbligo, certamente umiliante, di doversi allenare a parte e nel momento in cui i suoi compagni vivono la domenica calcistica che è il sale di un professionista del pallone edil momento più alto ed importante per la carriera di un calciatore. La guerra senza esclusioni di colpi, tra il lungo difensore ellenico ed il presidente era cominciata a novembre. Dellas si era rifiutato di discutere il prolungamento del suo contratto (gli era stato sottoposto ad inizio stagione un ingaggio per un anno) con la società umbra. Guacci aveva subodorato nel rifiuto una manovra (della Roma, del Milan?) che avrebbe fatto firmare al calciatore un contratto per la prossima stagione, senza dunque alcun guadagno per la società perugina ed in spregio dei regolamenti. E così, alla vigilia di una partita importante in casa, Guacci aveva spedito Dellas fuori rosa. Pare, tuttavia, che i sospetti non abbiano potuto essere dimostrati con documentazione scritta, ma solo per ragionamenti ed induzioni che davanti al giudice non assumono la valenza e la rilevanza di una prova: Su questi aspetti, comunque deciderà il collegio arbitrale presieduto dall'avvocato Medugno, tra qualche giorno. Resta la malattia psicologica del calciatore, una sorta di mobbing collegato al calcio, che ha permesso a Dellas di tornarsene a casa sua in Grecia, libero da ogni impegno.

 


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